La lampada che dondola dalla roccia illumina il viso di Gonzalo. Controlla le pareti a torso nudo, mentre Paulo fa la conta dell’acqua. Herrera ha sistemato il tavolo da gioco. A carte vince sempre lui, ma la verità è che noi altri abbiamo smesso di giocare.
Uno spuntone mi strappa la maglietta quando cerco il secchio dei bisogni.
Dopo 33 giorni non so più chi sia la mia famiglia. Gonzalo è mio padre, Paulo mia madre, Herrera la mia sposa.
Chiedo quanto ci resta da respirare. Herrera ribalta il tavolo da gioco.
Aria è l’unica parola tabù.
Se sei arrivato fin qui, resta.